Dedicati giardini pubblici a Tarabotto Comandante del REX

Ricordo del Comandante
che creo' il mito del REX

L ingegnere genovese Flavio Testi e' legato affettivamente alla storia del transatlantico REX: il padre Metello e il nonno Corrado parteciparono alla costruzione e al collaudo della nave; il padre in particolare fu la persona dell equipaggio rimasto a bordo piu' di tutti, a partire dall allestimento (come dipendente Ansaldo coordino' l installazione della centrale elettrica e partecipo' alle prove in mare) e come Sottufficiale responsabile della centrale elettrica per l'Italia Navigazione, dal  viaggio inaugurale del 26 Settembre 1932 all ultimo viaggio Genova Trieste del Maggio 1940. Poiche' aveva frequentato il Conservatorio, Metello Testi fece anche parte dell orchestra di bordo come violinista.
Nei racconti ascoltati fin da bambino, il personaggio maggiormente inciso nella memoria di Flavio Testi fu il grande capitano Francesco Tarabotto, al cui comando il REX conquisto' il Nastro Azzurro, nel 1933. L impresa epica fece infuriare Hitler, che si vide sottrarre il titolo fino ad allora appartenuto alla nave tedesca Europa.
A ricordo del Com.te Tarabotto a Genova il 24 Ottobre 2016 sono stati dedicati nuovi giardini di  2.562 metri quadrati. nel quartiere di Boccadasse, , mentre la Fondazione Don Orione di Genova, grazie alla sensibilita' del direttore Don Alessandro d Acunto, ha completato il restaurato della Cappella nel Cimitero di Staglieno, grazie al lavoro di sensibilizzazione condotto dal comitato guidato da Flavio Testi La storia della vita di questo capitano, figlio del Nautico San Giorgio e sepolto nel cimitero di Staglieno a Genova, resta legata al mare e merita essere ripercorsa brevemente: pubblichiamo qui di seguito la biografia scritta per Vita e Mare.

Il Capitano Superiore di Lungo Corso Francesco Tarabotto nacque a Lerici (all epoca provincia di Genova) il 10 Luglio 1877, figlio del Com.te Filippo Trabotto e Maddalena Roncallo. Si trasferi' a Genova in gioventu' e frequento' l ITN San Giorgio. La morte del padre nel 1895 fu la causa di numerose assenze e dovette ripetere l esame di Capitano di Lungo Corso l anno successivo su due materie: Diritto e Astronomia Nautica, diplomandosi nel 1896.
Navigo' dapprima su velieri che facevano la rotta del Sud America, doppiando Capo Horn.
Fece servizio militare sulla corrazzata Lepanto della Regia Marina. Continuo' la professione come terzo ufficiale su navi minori in rotta verso la Cina e il Regno Unito, nel 1909 come primo ufficiale sulla Principessa Mafalda e nel 1913 ebbe il suo primo comando sul piroscafo Indiana destinato a trasportare i migranti in Nord America, rimanendovi in servizio nel periodo della prima Guerra mondiale.
Successivamente fu comandante dei transatlantici Principessa Mafalda, Duilio e Augustus, sulle rotte del Nord e Sud America. Sull Augustus incontr0' Don Orione.
Quando la Navigazione Generale Italiana divenne Italia Flotte Riunite, fu il primo comandante del transatlantico REX, salendovi a bordo durante le prove in mare il 5 settembre 1932, rimanendovi sino a luglio 1937 al compimento dei suoi 60 anni, rifiutandosi di compiere l ultimo viaggio e lasciando una commovente lettera ai suoi 'figgieu' (figli in dialetto genovese), cioe' i suoi marittimi.
Durante il suo comando il REX divenne una leggenda, per la precisione e il rispetto dei tempi durante i viaggi, l estrema cura dei passeggeri (di qualunque classe), la fermezza degli ordini e le decisioni da lui prese.
Nel viaggio inaugurale, nel settembre 1932, il REX a causa di un guasto a 2 dei 3 generatori di energia elettrica, si dovette fermare 2 giorni a Gibilterra in attesa di ricambi che pero' non risolsero il problema. Decise allora di ridurre le luci, mise ad 'acqua e gallette' l intero equipaggio per consentire il funzionamento delle cucine per i passeggeri ed affronto' la traversata atlantica con il generatore di emergenza.
Il viaggio del Nastro Azzurro fu un episodio di grande decisione e risolutezza, con una navigazione a rischio calcolato di cui si prese tutta la responsabilita' mai lasciando il ponte di comando, che gli valse la fama e una risonanza mondiale, estesa anche alla bonta' della cantieristica italiana.
Fino al 1946 gesti' delle linee marittime, sfruttando le sue competenze, poi trascorse lunghi anni in serenita' nel suo appartamento di corso Italia a Genova.
Mori' il 16 luglio 1969 e riposa nella Cappella di famiglia (dei 4 Evangelisti) a Staglieno.
Visse sempre con la madre che adorava, insieme a lei gli unici suoi amori furono le navi e il mare; non penso' mai di mettere su famiglia. Ospitava a bordo la cagnetta Terrier di nome Lilin, occupandosene personalmente; sua confidente fu la nipote Angelina Tarabotto. Si racconta di un amore molto discreto con una Contessa che viveva a Monte Carlo e che viaggiava spesso sull Atlantico. Con le signore si mostrava un vero gentiluomo e con gli ospiti era sempre gentile e disponibile, soprattutto con chi voleva parlare con lui o visitare la sua nave.
A Lerici una targa apposta sulla facciata della sua casa natale, in via Roma, a pochi passi dal lungomare, ricorda quest uomo che dedico' la vita al mare e lego' per sempre il suo nome al REX e al Nastro Azzurro. Un uomo protagonista di una sfida al tempo che scrisse una grande pagina della storia della navigazione mondiale.
Flavio Testi


pubblicata il 27/02/2017 00:00:00